Una delle cose sicuramente più invitanti della Lunigiana è la sua cucina. Lo stare a tavola è conviviale, il cibo e la cucina sono buona parte dell’espressione culturale di un popolo.

Quella Pontremolese è una cucina semplice e sana le cui ricette vengono dettate dalle stagioni e dal cuore e gli ingredienti li offre la terra.
Dovete assolutamente assaggiare i testaroli! Ottimi con pesto, sugo di funghi o semplicemente con olio (di quello buono però!!!) e formaggio; la torta d’erbi, una vera leccornia per gli amanti dei sapori genuini delle prime erbette di campo.
E poi in tavola non può certo mancare il pane; provate la Crescente cotta a legna nelle foglie di castagno e per finire la Spongata, una torta la cui ricetta ci è pervenuta direttamente dal medioevo.
Naturalmente il tutto deve essere accompagnato da un buon vino, non troppo importante vista la semplicità della cucina, allegro come è una bella compagnia a tavola e profumato di campagna e aria pulita…
Vi ho fatto venire l’acqulina?
Beh pensate a me che sto scrivendo queste righe all’ora di pranzo…
Allora vi aspetto… Intanto…Buon appetito!!!

I testaroli

Ingredienti: gr 500 di farina, acqua, olio
Preparazione: Mescolare la farina con un pizzico di sale, acqua tiepida e un cucchiaio d’olio fino ad ottenere una pastella molto morbida, lasciare riposare per 10 minuti circa.
Scaldare il testo sul fuoco, (si può cuocere anche con una padella antiaderente), versare la pastella alta mezzo centimetro, lasciare cuocere per 5 minuti per lato. Lasciare
raffreddare e tagliare a losanghe di circa 3 cm per lato.
Buttare i testaroli in acqua calda salata (l’acqua non deve bollire) lasciare rinvenire alcuni minuti, scolare e condire con pesto o con olio e formaggio parmigiano grattugiato o con
sugo di funghi.

Torta d’erbi

Si prepara la pasta con farina, sale ed olio (o strutto), che deve avere la consistenza della pasta da tagliatelle.
A parte, si fanno bollire “gli erbi” (girasoli, costine, eccetera) con poca acqua e sale, si scolano, si strizzano e si ripassano in padella con un pò d’aglio.
Si stendono due dischi di pasta piuttosto sottile e ci si mette in mezzo la verdura, dopodiché si cuociono sui testi (particolari recipienti di coccio tipici della Lunigiana)
abbondantemente unti.
In mancanza dei testi si può provare con una padella pesante, a fuoco basso, oppure anche in forno.