Podenzana, cosa vedere

Podenzana, cosa vedere

La città di Podenzana, costituita da circa 2.150 abitanti, ha la caratteristica di essere un comune sparso e di abbracciare quindi diverse realtà territoriali della bassa Lunigiana.

Situata in provincia di Massa Carrara, è collocata tra due territori distinti, la valle del fiume Magra, in Toscana, e la Val di Vara, nel territorio Ligure.

Di Podenzana si pensa che sia sorta attorno all’anno mille, più precisamente nel periodo in cui vi fu la contesa tra la dinastia dei Malaspina e i Vescovi di Luni.
Divenne un marchesato indipendente nel 1536 ma fu successivamente sottomessa dall’autorità di Aulla nel 1710.
Nel 1797 viene finalmente proclamata Comune.

Cosa vedere a Podenzana?

Andiamo ora a scoprire le bellezze di questo piccolo comune della bassa Lunigiana.

 

  • Il castello di Podenzana

Le prime testimonanze di questo castello risalgono ad un documento di fondazione dell’ Abbazia di Aulla nell’ 884.
Il castello fu per molto tempo conteso tra la dinastia dei Malaspina e  i vescovi di Luni che ordinarono ai Malaspina di demolirlo completamente.
Passato nuovamente nelle mani dei Malaspina, agli inizi del XVIII secolo, fu nuovamente distrutto durante la guerra di successione spagnola.
Il Castello, completamente ricostruito attorno agli anni 50 del Novecento, presenta sullo sfondo la bellezza delle Alpi Apuane.
Attulamente è divenuta una proprietà privata ed è quindi possibile ammirarlo solo all’esterno.

  • Santuario della Madonna della Neve al Gaggio

Il  Santuario della Madonna della Neve è situato all’interno di un folto bosco, sul Monte Gaggio.
La leggenda narra che un boscaiolo, soprannominato il Moro per la sua origine musulmana, mentre era intento a tagliare un vecchio castagno, sentì dei lamenti provenienti dall’alto.
Destato da questa voce, il boscaiolo alzò gli occhi e vide l’immagine della Madonna; secondo alcuni sulla cima dell’albero e secondo altri nascosta nel suo cavo.
In successive visioni pare che la Madonna chiedesse al boscaiolo di costruire in questo luogo una cappella.

Tale cappella venne costruita attorno al 1585, come testimoniano diversi documenti dei notai Podenzani ma fu poi ampliata intorno alla prima metà del XVII secolo.

Il santuario, dal gusto ottocentesco, presenta una facciata suddivisa in tre parti con un fastigio semicircolare.
Al centro del fastigio si può ammirare una nicchia con all’interno la Vergine con il bambino.
All’interno di questa cattedrale, adiacente all’altare, è possibile osservare il legno di castagno, protetto da un vetro.

  • Pieve di Sant’Andrea a Montedivalli

La Pieve di Sant’Andrea, in località Montedivalli, è situata in cima ad una collina all’estermità meridionale della Val di Vara.
Di origine medievale, spicca tra due strade storiche la “ via Aurelia” e la “strada dei feudi malaspiniani”.
Il primo documento da cui si può evincere l’esistenza della Pieve risale al 963, quando Ottone I riconobbe ad Adalberto, vescovo di Luni, alcuni possedimenti della chiesa.
Ma fu nel 1149 che la pieve venne riconosciuta come tale in onore del Papa Eugenio III.
In tale occasione venne nominata chiesa matrice di quattro cappelle:

  • San Martino di Durasca, in località Pian di Follo
  • San Lorenzo di Tivegna, un piccolo paese arroccato su uno dei colli della Val di Vara
  • San Remigio di Castiglione, in prossimità della via Aurelia lungo le sponde del Vara
  • Santi Niccolò e Margherita di Madrignano che fa parte del castrum dei Malaspina.

La Pieve è costituita da tre navate che terminano con tre absidi, una delle quali non visibile dall’esterno perché annessa alla costruzione del campanile, avvenuta in età barocca.
Sulla facciata è possibile osservare una figura misteriosa, coperta da una veste telare, con un libro e lungo bastone dal manico ricurvo.
Probabilmente questa figura rappresenta San Giacomo da Compostela.

 

Specialità culinaria: i panigacci

 

Dopo aver visitato questi meravigliosi posti non vi resta che concedervi una pausa per rifocillarvi e cosa assaggiare se non i gustosississimi panigacci?

Il panigaccio è una focaccia non lievitata, a base di acqua, farina e sale, cotta in un particolare piatto di terracotta, il testo.
Vale davvero la pena provarlo, non ve ne pentirete!

 

 

 

 

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