Zeri: cosa vedere nel paese più ad ovest dell’Italia centrale

Zeri: cosa vedere nel paese più ad ovest dell’Italia centrale

Zeri è una località dal fascino raro, appartenente al territorio toscano e posta a 1200 metri sopra il livello del mare. È un piccolo centro selvaggio della Lunigiana, posizionato tra l’appennino ligure e quello toscano, che merita di essere visitato almeno una volta nella propria vita. Le strade che circondano questo posto sono poche e difficili da percorrere, a causa del territorio dominato dalla valle del fiume Gordana. Chiunque avrà la tenacia di proseguire su queste vie verrà ripagato ampiamente dall’accesso ad un paesaggio verdeggiante e fiabesco: panorami mozzafiato, decadenza e una storia densa di significato caratterizzano questi luoghi ormai immobili, lasciati al volere delle intemperie e del tempo stesso.

Zeri infatti è rara e speciale, rientrando di diritto nell’elenco delle località fantasma del nostro Paese e attirando costantemente l’attenzione degli appassionati dei luoghi abbandonati sul territorio. Zeri riposa in terre un tempo abitate e brulicanti di vita, in cui ora si sente solo il vento soffiare, tra gli edifici di pietra in stato di rovina. Insediamenti abbandonati in seguito a disastri naturali, calamità o fisiologiche migrazioni: queste sono le ragioni che alimentano la lista delle località abbandonate per sempre nel Bel Paese.

Consigli su cosa vedere a Zeri

Zeri offre uno spettacolo naturale imperdibile, avvolto nei pascoli antichi e in una distesa di alberi secolari di castagne, riporta i suoi visitatori in un’altra epoca. Tra valli e panorami in cui il tempo sembra non scorrere, il paesaggio incontaminato di Zeri non può essere dimenticato facilmente. Una volta giunti in questa fiabesca località, è indispensabile visitare i meravigliosi borghi di Noce, Patigno e Formentara.

Noce è un piccolo insediamento composto da due nuclei abitativi tra i quali scorre un canale. Nella parte superiore, sorge un piccolo borgo suggestivo formato da case di pietra, nella parte bassa invece è possibile visitare l’oratorio Santo Spirito. Nei pressi di Noce è consigliabile visitare i resti di alcuni affascinanti mulini posizionati lungo il torrente Gordana.

Patigno è un borgo caratterizzato da una zona molta antica, con case con copertura a piagne. Defilata dal paese, sorge la chiesa di San Lorenzo, con grande probabilità risalente al XII secolo. Una facciata semplice, affiancata da un imponente campanile laterale.

Formentara in particolare è un vero villaggio fantasma: un tempo zona di alpeggio risalente al XVI secolo, presenta attualmente circa trenta edifici abbandonati ed in condizioni tutt’altro che ottimali. Distese di piante rampicanti verdeggianti hanno invaso e ricoperto le costruzioni e molti tetti sono crollati a ridosso degli edifici stessi, a causa della pioggia. In questa formazione urbana è ancora visibile il piccolo oratorio di San Bartolomeo. L’insediamento abbandonato di Formentara appartenente al comune di Zeri è immerso in splendidi boschi di castagni, che rendono questo posto una delle località più evocative della Lunigiana.

Una vera attrazione del posto è senza dubbio il lago Peloso, raggiungibile attraverso una strada dissestata e sconnessa, che parte dal villaggio Aracci, un nucleo di case private vagamente inquietanti. Il lago, come l’intera valle, è circondato da un paesaggio incontaminato e completamente verdeggiante.

Zeri: una storia antica

La storia di Zeri è antica e misteriosa, le tracce più datate riguardanti la zona risalgono ad antichi documenti del 1508 in cui compare il toponimo di Formentara. Il nome, si narra, derivi dall’utilizzo di queste terre per la coltivazione dei cereali, frumento e segale, spettanti ai titolari del feudo. Col tempo, l’aumento della popolazione, dovuto anche alla diminuzione delle epidemie, portò a sfruttare nuovi territori a quote più alte. Nel 1612 i documenti registrano ben 15 costruzioni, appartenenti agli abitanti di Noce. Nel XXII pare si completò tutto l’insediamento e nel 1776 venne eretto l’Oratorio dedicato a San Bartolomeo.

Le costruzioni a secco, tipiche di questi insediamenti, dal 2018 sono riconosciute come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco.

Le testimonianze riguardanti questi posti narrano che in questo paese d’alpeggio, gli abitanti della zona, transitavano a seconda delle stagioni, sfruttando i verdi pascoli e coltivando cereali.

La Formentara si può raggiungere dal Passo dei due Santi in pochi minuti ma anche a piedi con una passeggiata di circa due ore da Noce, una frazione di Zeri.

Zeri: fascino decadente

Oggi questa zona dal fascino evocativo e decadente sta affrontando una vera sfida contro il tempo: abbandonata ormai dagli anni Cinquanta, la frazione di Formentara si sta lentamente sgretolando in rovine che ne aumentano il mistero ma allo stesso tempo rischiano di cancellare per sempre le tracce di una località così antica, importante e ricca di storia.

Fino agli anni ’50 Zeri fu sempre attiva ed ebbe un importante ruolo nella battaglia per la resistenza, durante la Seconda guerra mondiale. Il Comune ha infatti ha ottenuto il riconoscimento al valore militare, durante la guerra di liberazione, grazie ai sacrifici che la sua popolazione ha compiuto durante la lotta partigiana.

A questo proposito, nel 1990, l’allora presidente della Camera dei Deputati, Nilde Iotti ha inaugurato il Monumento alla Libertà e alla Pace visitabile presso la foce del Rastrello.

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